venerdì 2 ottobre 2009

DALL' "AMLETO" DI WILLIAM SHAKESPEARE: DISCORSO DI POLONIO A LAERTE

Non fare giungere alla lingua i pensieri che hai in testa, e bada di non mettere in atto quelli più squilibrati. Sii familiare con gli altri ma senza cadere nella volgarità. Gli amici di provata fiducia tienili attaccati alla tua anima con vincoli d'acciaio, ma non sciuparti la mano a furia di stringerla a ogni compagno implume che incontri. Evita le liti, ma se ti capita di esservi coinvolto, fa' in modo che sia il tuo avversario a preoccuparsi di te. Offri il tuo orecchio a tutti, ma a pochi la tua voce. Ascolta il parere degli altri ma il tuo non esprimerlo con troppa facilità. Indossa abiti che abbiano un prezzo adeguato alla tua borsa, ma non stravaganti; abiti ricchi ma di sobria eleganza. Perchè molto spesso il vestito rivela l'uomo. In Francia sappilo le persone di un certo rango stanno molto attente a questo genere di cose. Non prestare soldi e non fare debiti, perchè ciò che si da in prestito spesso si perde assieme all'amico e i debiti fanno smarrire il senso della parsimonia. E soprattutto sii sincero con te stesso, e, come la notte segue il giorno, ne seguirà che non potrai essere falso con nessuno. Addio. La mia benedizione faccia maturare in te questi consigli.

martedì 29 settembre 2009

SENZA TITOLO

Dammi suoni di silenzio
Che non mi hai dato mai
E tingi i miei gesti di vivo colore
Donandomi caldi tremori
Incastonati in lividi grigiori quotidiani.
Procurami sussulti di gioia
Ed infondimi teneri abbracci
Di sentimento
Che consegnino per un attimo
All'oblio i miei affanni.
QUIETE

Un sorso di gin
E l'orizzonte del mare
Con una barca in lontananza..
Un piangente jazz in sottofondo..
Branchi di pesci
Che balzano fuori dall'acqua..
Questo è il mio
Intimo momento
Che sento di poter
Preservare dallo sciacallaggio altrui..
L'inconsistenza del suo trapasso
Non turba i miei
Caldi pensieri..
Mentre altrove regna
Il caos incontrastato
Io mi ritaglio una nicchia di quiete.
Lo spazio illusorio dell'immaginazione
Accompagna il mio fervido
Senso di pace.

lunedì 28 settembre 2009

SANO VIVERE

Senso di costruzione vitale
Mi fa amare quest'altro giorno
E sorridere a quello di ieri,
Da me tanto disprezzato.
Con parsimonia instillo al mio animo
Tocchi di luce
E abbagli di carezze.
Torno al mio sano vivere.
CASTIGO

Non trovi coraggio
Per dire quello che vorresti
E non trovi coraggio
In ciò che dici.
Corresti lungo l'argine
Ormai in via di rottura.
Disperasti languidamente
Nelle ore del non perdono.
Mi richiamasti invano a te
Nel tempo del castigo.
MI DUOLE

A volte mi riaffiora
La mia negligenza verso te..
E mi duole, sai..
Mi duole
Essermi dimenticato
Per un po' di te..
Per un po'
Averti negato il mio calore.

(A mio nonno.)
PERFIDIA

Taglia le mie vene congelate
E scruta il sangue che non c'è
Non è questa la parte migliore di me
Ti accorgi nelle tue vittorie bramate.

Scendevi per il sentiero silente
Con qualche vago pensiero nella mente
Dalla vita alla morte il passo è breve
Te ne accorgevi sì, portando la tua croce greve.

Sotto un cielo cosparso di cenere
Cercasti di invocare il mio perdono
E capisti che non vi era nulla su cui premere.

Mi insegnasti a reprimere le mie generose emozioni
La mia disgrazia per te era il più gran dono
Mi tirasti nel baratro delle tue oscure ossessioni.